immigra immigrazione stranieri

Storia della legislazione immigrazione in Italia

Il TULPS e decreto Martelli

Leggi sull’immigrazione in italia : riassunto. Fino al 1986 non vi era una Legge organica sull’immigrazione. Le uniche norme riguardanti gli stranieri erano quelle contenute nel TULPS  (R.D. 18 giugno 1931, n. 773, artt. da 142 a 152).

Il primo intervento è costituito dalla Legge 30 dicembre 1986, n. 943. Successivamente il Governo emana
il Decreto Martelli (dal nome del suo promotore): D.L. 30 dicembre 1989, n. 416; convertito, con modifiche, nella Legge 28 febbraio 1990, n. 39. Il successivo D.L. 13 aprile 1993, n. 107 contiene disposizioni relative all’espulsione.

Modificazioni al D.L. n. 416/1989 furono introdotte con il D.L. 18 novembre 1995, n. 489. Tale Decreto Legge non fu convertito in Legge entro i sessanta giorni richiesti dall’art. 77 Cost. e fu quindi reiterato diverse volte, sino alla approvazione della Legge 6 dicembre 1996, n. 617 (Legge di sanatoria di effetti degli atti emanati in base ai D.L. non
convertiti).

Legge Turco Napolitano

Quindi, si giunge alla “Legge Turco-Napolitano”: Legge 6 marzo 1998, n. 40.

L’art. 47 delega il Governo ad emanare un D.Lgs. contenente il Testo Unico delle disposizioni concernenti gli stranieri, nel quale sono riunite e coordinate le norme non incompatibili con la Legge n. 40/1998 contenute nel TULPS, nella Legge n. 943/1986 e nella Legge 8 agosto 1995 n. 335.

Inoltre la Legge n. 40/1998 abroga alcune disposizioni del TULPS, della Legge n. 943/1986 e del D.L. n. 416/1989.
Il TU previsto dalla Legge delega n. 40/1998 è il D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286.

Disposizioni correttive sono contenute nel D.Lgs. 19 ottobre 1998, n. 380 e nel D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 113.

Del 1999 è regolamento di attuazione del TU: D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394; modificato con il D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. Altre modifiche al TU sono apportate con il D.L. 4 aprile 2002, n. 51, convertito dalla Legge 7 giugno 2002, n. 106.

Quindi, si giunge alla “Legge Bossi-Fini”: Legge 30 luglio 2002, n. 189, che modifica numerose disposizioni del TU e del D.L. n. 416/1989. Successivo intervento è il D.L. 9 settembre 2002, n. 195, convertito con modificazioni dalla Legge 9 ottobre 2002, n. 222.

Le ultime modifiche al TU sono state apportate dal D.L. 14 settembre 2004, n. 241 (convertito, con modificazioni, nella Legge 12 novembre 2004, n. 271) e dal D.L. 27 luglio 2005, n. 144 (convertito, con modificazioni, nella Legge 31 luglio 2005, n. 155).

Il testo unico immigrazione

Il Testo Unico dell’immigrazione è una raccolta compilativa delle norme già esistenti in materia, effettuata dal Governo in forza della delega contenuta nell’art. 47, Legge 6 marzo 1998, n. 40.

Il TU Immigrazione è il primo approccio globale al fenomeno: è abbandonata la logica emergenziale dei precedenti interventi legislativi (volti a frenare l’immigrazione clandestina).

Infatti, esso contiene un intero Titolo III alla disciplina del lavoro, ed un Titolo V con disposizioni in materia di assistenza socio-sanitaria e di integrazione sociale.

La bossi fini del 2002

La Legge 30 luglio 2002, n. 189 (c.d. “Bossi-Fini”) ha introdotto alcune rilevanti modifiche al TU.

Le disposizioni di dettaglio sono contenute nel D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 “Regolamento recante norme di attuazione del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’articolo 1, comma 6, del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286″ (di seguito denominato “reg. att.”), come modificato dal D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.

L’art. 2, comma 3 TU immigrazione elenca i diritti ed i doveri degli stranieri e dispone che: «La Repubblica italiana, in attuazione della convenzione dell’OIL n. 143 del 24 giugno 1975, ratificata con legge 10 aprile 1981, n. 158, garantisce a tutti i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti nel suo territorio e alle loro famiglie parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani»

Requisito per godere di pari diritti è la regolarità della presenza sul territorio dello Stato italiano: requisito dipendente dalla procedura di ingresso e di regolarizzazione.

Flussi d’ingresso e sponsor

Nel TU immigrazione, versione originaria (anteriormente alle modifiche di cui alla Legge n. 189/2002), era previsto l’ingresso dello straniero al fine di prestare attività lavorativa subordinata, entro i limiti dei flussi d’ingresso determinati annualmente, subordinato ad una richiesta di autorizzazione al lavoro presentata dal datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro, con allegata copia del contratto di lavoro stipulato con lo straniero.

Dopo il rilascio dell’autorizzazione, si richiedeva alla Questura il nulla osta provvisorio all’ingresso.

Quindi, il lavoratore poteva richiedere il visto d’ingresso all’Ambasciata o al Consolato italiano.
Era, inoltre, previsto l’ingresso dello straniero in cerca di occupazione: serviva allo scopo la prestazione di garanzia da parte del prestazione c.d. “sponsor” (il garante dell’ingresso dello straniero per motivi di garanzia di lavoro: garantiva l’alloggio, il vitto, l’assistenza sanitaria per il periodo di ricerca del lavoro e garantiva il pagamento delle spese del viaggio di rimpatrio).

Sportello unico per l’immigrazione e contratto di soggiorno

Come accennato, la Legge n. 189/2002 ha modificato radicalmente il TU immigrazione, anche negli aspetti attinenti la materia lavoristica. Le novità possono essere così riassunte:

  • Introduzione del contratto di soggiorno, ora requisito necessario al fine del rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato privato; non è più previsto l’ingresso dello straniero in cerca di occupazione;
  • Introduzione dello Sportello unico per l’immigrazione, ai fini di semplificazione delle procedure di ingresso, istituito presso la Prefettura – U.T.G. Si precisa che gli Sportelli unici per l’immigrazione, furono introdotti solo nel 2005, in seguito al D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334 (di modifica al D.P.R. n. 394/1999);
  • Attivazione di iniziative di istruzione e formazione professionale svolte nei Paesi di provenienza degli stranieri, in modo da ottenere un inserimento mirato nel mondo del lavoro ed uno sviluppo professionale di iniziative economiche nei Paesi di provenienza stessi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *