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Riforma della cittadinanza, la legge si arena in Senato

Riforma della cittadinanza, stop in Senato

La discussione su ius soli e ius culturae cancellata dai prossimi lavori in Senato, ma il PD non molla e la riproporrà quando i tempi per l’approvazione saranno maturi

La riforma della cittadinanza entro la fine di questa legislatura?

Difficile, se non impossibile, che venga approvata prima delle prossime elezioni politiche come avrebbe voluto il PD. La conferma definitiva è arrivata dal calendario dei lavori in Senato, il ramo del Parlamento che ancora deve approvare la nuova legge di cittadinanza.

Luigi Zanda, capogruppo PD in Senato, ha confermato che per approvarlo servono i voti necessari “ma chi nella maggioranza lo ha approvato alla Camera non lo vota al Senato”.

E così per non bruciare definitivamente la riforma di cittadinanza è stata congelata anche se chi spinge per la sua approvazione conferma che non è una bocciatura definitiva.

La legge sullo ius soli

Il partito guidato da Matteo Renzi spinge comunque per non perdere questa occasione e alcuni senatori come Rosaria Capacchione, Valeria Cardinali e Camilla Fabbri insistono su un concetto: La legge sullo ius soli è un provvedimento fondamentale, che va assolutamente portato a termine prima della conclusione della legislatura.

Al tempo stesso è indispensabile in questo delicatissimo passaggio della vita parlamentare salvaguardare la tenuta del Governo, preservandolo dal rischio di tensioni e fratture nel momento in cui esso ha il compito fondamentale di mettere a frutto i segni incoraggianti della ripresa economica”.

E il ministro Anna Finocchiaro, al dicastero per i Rapporti con il Parlamento, spiega che portare il provvedimento in aula a settembre avrebbe significato andare verso una dura battaglia e su un tema così delicato invece il governo vuole che ci sia la massima attenzione e compartecipazione.

Quindi prima di rimetterlo in calendario nei lavori del Senato sarà necessario creare le condizioni politiche per una sua approvazione

Al momento il passaggio fondamentale per il governo è puntare all’approvazione della legge di bilancio, un altro capitolo delicato e sul quale nelle prossime settimane ci sarà sicuramente battaglia.

Qual’è la posizione dei partiti politici sullo ius soli ?

Quindi praticamente impossibile trovare due punti di accordo con le opposizioni ma anche nei partiti che pure appoggiano l’esecutivo e sono però molto dubbiosi sullo ius soli e lo ius culturae.

Il primo a non essere convinto è Angelino Alfano, che pure condivide con il suo partito l’azione di governo del Paese. Ma come sottolinea Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare, “il presidente del Consiglio ha ascoltato la nostra richiesta e ha giudicato inopportuna la richiesta di un voto di fiducia su una questione così delicata e non certamente prioritaria rispetto ad altre decisioni urgenti per il Paese, le famiglie, le imprese. Non è la vittoria di nessuno, ma del buon senso, della responsabilità del governare e del realismo”.

I più soddisfatti sono ovviamente all’interno della Lega, come il leader Matteo Salvini che ha twittato tutta la sua soddisfazione per quella che definisce una vittoria del buon senso.


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