Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo

Permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo

Permesso per soggiornanti di lungo periodo

La sigla “CE” fa riferimento alla Comunità europea ora “UE” “Unione Europea” ed è giustificata dal ricono­scimento che questo tipo di permesso di soggiorno, rilasciato da uno degli Stati membri, riceve, dagli altri Stati partecipanti a quella che oggi è divenuta l’Unione europea.

Lo straniero in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, che dimostra la disponibilità di un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiari, di un reddito sufficiente secondo i criteri stabiliti per il ricongiungimento familiare e di un alloggio idoneo può chiedere al questore il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, per sé e per i familiari (art. 9 del testo unico immigrazione).

Ai fini della determinazione dei cinque anni non si tiene conto delle assenze, che non interrompono la durata del termine e sono anzi incluse nel periodo, quando sono inferiori a sei mesi consecutivi e non superano complessivamente dieci mesi nel quinquennio, salvo che detta interruzione sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari, da gravi e comprovati motivi di salute ovvero da altri gravi e comprovati motivi.

Questo permesso è subordinato al superamento di un test di lingua italiana.

II permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo non può essere rilasciato agli stranieri pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato (si veda il comma 4 dell’art. 9 per i criteri di valutazione della pericolosità).

Revoca del permesso UE di lungo periodo

Il permesso ex articolo 9 testo unico immigrazione è revocato:

  • se è stato acquisito fraudolentemente;
  • in caso di espulsione dello straniero che ne è titolare;
  •  quando mancano o vengono a mancare le condizioni per il rilascio concernenti la non pericolosità dello straniero per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato;
  • in caso di assenza dal territorio dell’Unione Europea per un periodo di dodici mesi consecutivi;
  • in caso di conferimento del permesso di soggiorno di lungo periodo da parte di altro Stato membro dell’Unione europea, previa comunicazione da parte di quest’ultimo, e comunque in caso di assenza dal territorio dello Stato per un periodo superiore a sei anni.

Nonostante la revoca, lo straniero che vi abbia interesse può acquisire nuovamente il permesso di soggiorno se dimostra di versare nelle condizioni per ottenerlo.

In questa situazione, il periodo di tempo di soggiorno occorrente è ridotto a tre anni. In ogni caso, allo straniero cui è revocato il permesso e che non deve essere espulso è rilasciato un permesso di soggiorno per un’altra tipologia di motivazione, secondo quanto disposto dal Testo unico.

Espulsione del soggiornante di lungo periodo

L’espulsione può essere disposta:
– per gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato;
– nei casi di cui all’art. 3, comma 1, del D.L. 27 luglio 2005, n. 144 Q, convertito dalla legge 31 luglio 2005, n. 155 (misure Urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale);
– quando lo straniero appartiene a una delle categorie indicate dall’art. 1 della legge per le misure di prevenzione alle persone pericolose.

Ai fini dell’espulsione si tiene conto anche dell’età dell’interessato, della durata del soggiorno sul territorio nazionale, delle conseguenze dell’espulsione per l’interessato e i suoi familiari, dell’esistenza di legami familiari e sociali nel territorio nazionale e dell’assenza di tali vincoli con il Paese di origine.

Diritti del titolare del permesso UE

Il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo attribuisce al titolare alcune facoltà che si aggiungono a quelle proprie del permesso di soggiorno in genere.

ll titolare può:
fare ingresso nel territorio nazionale in esenzione di visto e circolare liberamente sul territorio nazionale, salvi i limiti che il prefetto può disporre vietare l’accesso a località che interessano la difesa militare dello Stato;
– svolgere nel territorio dello Stato ogni attività lavorativa subordinata o autonoma, salvo quelle che la legge riserva espressamente al cittadino o vieta allo straniero, e in questo caso per lo svolgimento di attività di lavoro subordinato non è richiesta la stipula del contratto di soggiorno;
usufruire delle prestazioni di assistenza sociale, di previdenza sociale, di quelle relative a erogazioni in materia sanitaria, scolastica e sociale, di quelle relative all’accesso a beni e servizi a disposizione del pubblico, compreso l’accesso alla procedura per l’ottenimento di alloggi di edilizia residenziale pubblica, salvo che sia diversamente disposto e sempre che sia dimostrata l’effettiva residenza dello straniero sul territorio nazionale;
partecipare alla vita pubblica locale, con le forme e nei limiti previsti dalla normativa vigente.

La valenza nell’ambito dell’Unione europea del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è stabilita dall’ultimo comma dell’art. 9 del Testo unico, per il quale è autorizzata la riammissione sul territorio nazionale dello straniero espulso da altro Stato membro dell’Unione titolare del permesso in argomento, che non costituisca un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato.


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