“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.”
(articolo 10, Costituzione italiana)
La scelta di questo tema non è stata casuale ma piuttosto frutto di un'attenta riflessione sulla situazione socio politica attuale. Le continue guerre e dittature costringono sempre più gli individui a scegliere una soluzione che, apparentemente salvifica, si rivela essere nuovo percorso di sofferenza e lotta con (e per) la vita. La nostra Costituzione sancisce il diritto di protezione a coloro i quali optino per la via della fuga dal proprio paese, in quanto lo stesso non concede più le condizioni di esercizio delle libertà democratiche di cui ogni essere umano ha pieno diritto. La scelta di cercare rifugio in un altro paese è quasi sempre conseguente ad una condizione di terribile sofferenza e vede nella partenza una possibile soluzione ai drammi individuali.
Una società civile, degna di tale appellativo, deve tenere in considerazione tutto questo ed è inoltre tenuta a creare le condizioni per far si che quell'idea di salvezza, di cui ognuna di queste persone riveste la propria fuga, divenga una realtà tangibile. Compito imprescindibile delle istituzioni è dunque quello di valutare le richieste e garantire, agli aventi effettivo diritto, quel sostegno individuale che permetta la costruzione di una nuova vita a chi ha DOVUTO abbandonare il passato senza possibilità di voltarsi indietro. La realtà torinese in questo senso è una delle più attente in Italia. Parecchi percorsi, faticosi, si sono effettivamente conclusi con una migliore prospettiva di vita per i nuovi “cittadini italiani” e la speranza è che questo diventi la normalità.