Un freddo venerdì sera di fine novembre, ho sfidato il rigido clima invernale per partecipare all’incontro pubblico “diritti di cittadinanza” organizzato dall’Associazione Islamica delle Alpi (in collaborazione con il Forum immigrazione del PD ed il CGIL), al Centro Islamico di via Chivasso (Torino).
Mi sono ritrovata in una situazione interessante: su una sala piena (più di 100 persone), i partecipanti di origine italiana rappresentavano più o meno il 3%.
Chi era lo straniero, a quel punto?
Loro, che in una sala piena, si incontrano per chiedere la cittadinanza perché “si sentono italiani” e “vogliono lavorare per far crescere questo paese” o noi, che spesso dimentichiamo di esserlo, annegando nel menefreghismo sociale e politico?
L’origine e l’etnia sono ancora una discriminante per decidere se una persona può fare parte di Nazione?
I partecipanti al dibattito rispondono a questo mio dubbio in questo modo:
In un' Italia in cui gli immigrati raggiungono ormai i 5 milioni (di cui 1/5 ha un'età compresa tra gli 0 e i 18 anni), rappresentando l'8% della popolazione totale, chi possiamo ritenere cittadino italiano?
Questa è la domanda fondamentale che la campagna “L'Italia sono anch'io” pone a tutti noi, e su questo era concentrato l’incontro.
La raccolta firme, come spiegato dai vari rappresentanti intervenuti, vuole portare in parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare volte a semplificare il lungo iter burocratico necessario ad ottenere la cittadinanza italiana.
L'attuale norma che regola questo tema (legge 91/92) stabilisce che è cittadino italiano colui che:
Inoltre, la stessa norma stabilisce che con la maggiore età si ottenga la cittadinanza solo dopo 10 anni di residenza legale, con lavoro o studio ininterrotto, sia che si giunga in Italia come minorenni che come maggiorenni.
La proposta di modifica richiede che sia riconosciuto come italiano anche chi:
Inoltre, la campagna propone:
1) lo JUS SOLI per minori che frequentino regolarmente la scuola. Ciò significa riconoscere la cittadinanza a quei minori che, entrati in Italia con genitori privi del permesso di soggiorno, vi abbiano soggiornato LEGALMENTE prima di raggiungere il decimo anno d'età per almeno due anni, ed ora abbiamo compiuto 18 anni.
2) La riduzione del tempo di soggiorno necessario per ottenere la cittadinanza sul suolo italiano da 10 a 5 anni.
3) L'introduzione del principio di territorialità, in modo da permettere ai sindaci, i rappresentanti istituzionali più vicini ai cittadini, di poter presentare Istanza di Cittadinanza direttamente al Presidente della Repubblica.
Oltre a queste modifiche, la campagna “'Italia sono anch'io” porta avanti una proposta di legge elaborata dall' ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), redatta nel 2005 sulla base della Convenzione di Strasburgo del 1992.
Questa proposta vuole allargare il diritto di voto e di essere votati anche a coloro che, pur non essendo nati in Italia, vi soggiornino regolarmente da almeno 5 anni.
Tale diritto potrà essere esercitato nel momento in cui sia fatta richiesta di iscrizione alle liste elettorali del proprio comune.
Una campagna importante, che invita tutti noi Italiani a rispondere con la nostra firma, perché il nostro paese sia realmente democratico non solo nella teoria, ma anche nella pratica.
Qui il link alla campagna, dove è possibile trovare tutte le informazioni utili e sapere dove poter firmare:
www.litaliasonoanchio.it
Silvia Faletto B.