CE.SE.DI. in collaborazione con ZONAFRANCA - SPAZI INTERCULTURALI Onlus e con IIDA Italia Onlus
Destinatari: Docenti e allievi di istituzioni scolastiche e formative (secondo grado). La disponibilità è limitata a 6 cicli di 2 interventi ciascuno.
Obiettivi: Il percorso intende mostrare il ruolo delle Carte costituzionali e dei processi costituenti, nel superamento delle situazioni di conflitto interno e nel ristabilimento della pace in tre diversi contesti del mondo: Italia, Federazione di Bosnia ed Erzegovina, Somalia. Mediante una metodologia interattiva, il percorso farà comprendere questa funzione mettendo in luce le affinità e le differenze dei principi adottatati dalle varie Carte costituzionali, le loro relazioni con i contesti culturali e sociali dei relativi Paesi, nonché la loro congruenza con i fondamenti della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.
OLTRE I CONFLITTI… LE COSTITUZIONI!
Oltre i conflitti, le guerre civili, i genocidi, sovente ci sono le Costituzioni. Così è stato per l’Italia dopo la Seconda Guerra mondiale, così per la Bosnia-Erzegovina dopo la guerre jugoslave degli anni Novanta (nella fattispecie, dal 1992-1995); così, infine, sta accadendo in Somalia, regione insanguinata da vent’anni di lotte interne, dove, sotto l’egida dell’UNDP, è stato recentemente redatto il documento preliminare della nuova Costituzione.
Considerare le Carte costituzionali in rapporto alle situazioni di guerra è stata la finalità principale del percorso didattico Costituzioni oltre i conflitti: Italia, Bosnia, Somalia, che l’associazione Zonafranca Spazi interculturali Onlus, in collaborazione con IIDA Italia Onlus, ha realizzato nell’ambito delle proposte educative del Centro Servizi Didattici (Ce.Se.Di.) della Provincia di Torino.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di dieci classi di istituti superiori, a cui è stata offerta la possibilità di comparare tre situazioni di conflitto diverse in tre diverse parti del mondo, e le Costituzioni scaturite dai relativi percorsi di pace.
Parole come “popolo”, “nazione”, “etnia”, “cittadino”, “shar’ja” hanno fatto da guida nella comprensione della funzione avuta dalle Carte nelle ricomposizioni sociali in corso nei tre Paesi: quella, cioè, di patto sociale tra le componenti fondamentali di una società civile, tra le anime differenti di una popolazione, i loro principi, i loro legittimi interessi, le loro matrici storiche. Un patto il cui fine è la costruzione di una realtà statuale duratura di convivenza.
Su questa strada, è stato possibile ricondurre i testi costituzionali ai quadri storici e ideologici di riferimento ed evidenziare le ragioni alla base delle scelte dei vari principi costituzionali. Scelte differenti, fatte in contesti differenti, nel comune intento di superare i contrasti delle guerre. Scelte operate sulla base di visioni etico-politiche che, in molti casi (come in quello della Bosnia Erzegovina), tradiscono ancora concezioni identitarie potenzialmente discriminanti. Scelte, infine, che hanno cercato di coniugare il rispetto dei diritti umani con il mondo religioso e culturale di appartenenza (come sta accedendo con l’elaborazione della nuova Costituzione somala).
La pluralità dei valori, la risposta storica e sociale alla guerra, l’efficacia in rapporto allo scopo (la Pace, la convivenza, lo sviluppo civile degli Stati) sono stati i denominatori delle riflessioni nate dal lavoro comune di formatori, allievi e insegnanti. Denominatori a cui gli strumenti messi a disposizione on-line (http://www.zonafrancaonlus.org/strumenti.htm) vogliono offrire occasioni di ulteriore approfondimento.
Davide Rigallo