Espulsione di un cittadino italiano ?

Emesso a Milano decreto di espulsione per un cittadino italiano

Nel capoluogo lombardo è stato disposto un provvedimento di allontanamento a carico di un cittadino italiano. Si tratta di Mario Hodorovic, agente immobiliare ventinovenne italiano di origini serbe.

Fermato lo scorso 13 luglio dalla polizia nel capoluogo lombardo per un normale controllo, il giovane ha presentato la propria carta di identità italiana, che attesta che sia nato il 26 maggio 1990 a Bovolone, in provincia di Verona, e che goda della cittadinanza italiana.

Tuttavia, gli agenti, dopo alcune verifiche con la centrale, hanno ritenuto che tale documento di identità fosse falso, ed il Prefetto di Milano ha emesso un decreto di espulsione a carico dell’uomo.

Il ventinovenne agente immobiliare, residente in corso Buenos Aires a Milano, dove vive con la compagna ed i figli, si trova ora presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Torino, in attesa di essere espulso dall’Italia e di essere riportato in Serbia, un Paese che, però, giura non essere la propria madrepatria.

Alle forze dell’ordine risulta che, anni fa, la stessa persona fosse stata identificata da un documento di identità dal quale emergeva che il suo nome fosse, in realtà, Djuliano Jovanovic, nato in Serbia il 3 marzo 1986 ed entrato in Italia nel 2012.

Da ciò deriva il provvedimento di espulsione ed il relativo trasferimento dell’uomo nel CPR di Torino in attesa del rimpatrio, che non è ancora avvenuto.

Chi è, in realtà, Mario Hodorovic? La vittima di un inconcepibile errore giudiziario o un clandestino in possesso di documenti falsi o ottenuti con l’inganno? 

Gli avvocati Ivano Chiesa e Mario Fortunato hanno prontamente presentato al Giudice di pace di Milano un ricorso contro l’espulsione del giovane. Dai documenti in possesso dei legali, tra cui l’atto di nascita dell’uomo con tanto di timbro del Comune di Bovolone, Mario Hodorovic risulta essere un cittadino italiano a tutti gli effetti.

Anche suo padre, Saimon Hudorovic, 49 anni, risulta essere a sua volta un cittadino italiano, benché sia nato in Serbia.

Qualora il ventinovenne dovesse essere espulso dal nostro Paese, si legge nel ricorso presentato al Giudice di pace di Milano, il Ministero italiano si renderebbe promotore di un provvedimento di espulsione a carico di un proprio connazionale, senza aver acquisito alcuna prova della sua identità e della sua presunta provenienza estera, violando i più elementari diritti della persona.


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