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Cittadinanza svizzera, riforma dal primo gennaio 2018

Cittadinanza svizzera, nuova disciplina dal 2018

Dal 1° gennaio 2018 si riducono gli anni di residenza necessari per la cittadinanza svizzera, ma le regole rimangono molto strette

La Svizzera è vicina, specialmente per quelli che abitano al Nord Italia, ma dal 1° gennaio 2018 lo sarà ancora di più perché cambia la legge sulla cittadinanza: la riforma più importante riguarda i tempi perché saranno sufficienti dieci anni per poter presentare domanda di naturalizzazione anche se ottenere il passaporto elvetico rimarrà comunque complicato.

Ma quali sono le discriminanti fondamentali per i cittadini italiani e che interessano la cittadinanza svizzera?

Vediamo le principali: un cittadino che ha solo la cittadinanza italiana ma è nato in Svizzera perché lì si erano trasferiti i suoi genitori a lavorare non può comunque richiedere la cittadinanza elvetica perché il diritto si trasmette per discendenza in base al principio dello ‘ius sanguinis’ e non conta il luogo di nascita.

Uno straniero può richiedere il passaporto svizzero solo se vive lì, ha antenati svizzeri oppure sia sposato con una cittadina svizzera. Uno straniero, compresi gli italiani può presentare una domanda di naturalizzazione se vive in Svizzera da almeno 12 anni, con l’avvertenza che gli anni passati in Svizzera nell’età tra 10 e i 20 anni d’età valgono doppio.

Dal 1° gennaio 2018 questo lasso di tempo scende a 10 anni, ma rimane ferma la regola che i richiedenti devono inoltre soddisfare molti requisiti: dimostrare conoscere la realtà e le tradizioni del Paese, di essere integrati, rispettare l’ordine giuridico e i valori della Confederazione, non rappresentare una minaccia per la sicurezza pubblica, sapersi esprimere oralmente e per iscritto in almeno una lingua nazionale.

Per chiedere la naturalizzazione bisogna aver vissuto 12 anni di seguito in Svizzera oppure gli anni si possono cumulare? In questo caso vale la seconda ipotesi perché gli anni di residenza in Svizzera non devono essere consecutivi.

Però i richiedenti devono aver trascorso almeno gli ultimi due 2 anni nel Paese elvetico. E ancora, se i figli sono nati in Svizzera non ricevono automaticamente la cittadinanza elvetica anche se entrambi i genitori sono stranieri perché Berna non ha mai voluto introdurre lo ‘ius soli’.

Contrariamente, se uno svizzero vice stabilmente all’estero i figli diventano comunque automaticamente cittadini svizzeri. Però se hanno anche un’altra nazionalità, perdono quella svizzera se non sono stati registrati dalle autorità entro i 22 anni. La legge svizzera ammette comunque la doppia cittadinanza, esattamente come avviene in Italia.

Chi è sposato con un cittadino svizzero, indipendentemente se sia uomo o donna può chiedere la cittadinanza se il matrimonio è valido da almeno tre anni, ha vissuto complessivamente cinque anni in Svizzera e vi risiede da almeno un anno.

Come sopra, si deve dimostrare di essere perfettamente integrati. La regola vale anche per chi ha sposato un cittadino svizzero ma vive all’estero. In questo caso il richiedente deve essere sposato da almeno sei anni e dimostrare di avere un legame stretto con la Svizzera.

Infine le procedure di naturalizzazione variano molto da un cantone all’altro, così come i costi a che vanno dai 500 ai 2000 franchi svizzeri. E un alcuni comuni, le autorità possono effettuare delle visite a sorpresa a casa dei candidati per verificare la correttezza delle loro dichiarazioni oppure pretendere un periodo minimo di residenza sul territorio (da 2 a 5 anni).


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